
Ventuno anni. Tanti ne sono passati da quel 17 luglio 1988, in cui migliaia di persone si svegliarono nel panico per l’esplosione avvenuta all’interno dello stabilimento apuano della Farmoplant, azienda del gruppo Montedison.
Alle 6,15 del mattino nell’industria chimica, infatti, scoppiò una cisterna di 40 metri cubi contenente Rogor (pesticida) e cicloesanone (solvente), entrambi altamente tossici, sprigionando un odore acre e nauseabondo. Si sviluppò un incendio che venne spento dopo alcune ore: una gigantesca nube nera si alzò in cielo e circa cinquantamila persone scapparono terrorizzate. Per trenta ore non venne lanciato un allarme ufficiale e la popolazione non fu informata della gravità dell’incidente.
Soltanto quel giorno vi furono 150 intossicati. Nel torrente Lavello i pesci morirono e fu diramato un divieto di balneazione contestualmente alle raccomandazioni di non cibarsi di frutta e verdura locale e di lavarsi in modo molto accurato.

Questa in estrema sintesi la cronistoria della Farmoplant che, lo ricordiamo, era una ditta già da tempo contestata tanto che, il 25 ottobre 1987, un referendum tra gli abitanti di Massa era riuscito ad ottenerne la chiusura, ma il Tar ne aveva consentito la riapertura poiché, grazie ad alcune modifiche, l’azienda era stata considerata affidabile e sicura.
Insomma, un incidente grave sul quale – come ha sottolineato l’Assessore alle Politiche Sociali e Giovanili del Comune di Massa, Gabriella Gabrielli – non deve assolutamente calare il silenzio. Ed è proprio per non dimenticare quegli avvenimenti, che nell’ambito di un progetto sulle politiche giovanili a livello provinciale, sostenuto dal Comune di Massa, ha ottenuto il finanziamento di Regione Toscana un video realizzato da Gabriele Nardini e Nicola Bruschi che ripercorre la storia dell’insediamento di Farmoplant nel nostro territorio. Quello che allora sembrò un volano importante per l’economia locale si tradusse in un vulnus per il territorio. Il titolo del video è significativo: “La Z.I.A. fumava, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la nube”.
L’idea è quella di effettuare a breve una sua proiezione pubblica con una conferenza-dibattito. Un progetto, come dicevamo, finanziato in parte dal bando “Programma Quadro Politiche Giovanili” della Regione Toscana APQ del 2009 e in parte da sponsor quali la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, l’Assessorato Politiche Sociali del Comune di Massa, l’ASL 1, il corso di laurea in Sistemi e Progetti di Comunicazione dell’Università di Pisa, il Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del CNR di Pisa, l’ARCI Solidarietà Massa Montignoso, la Croce Bianca di Massa.
“Il nostro territorio – spiega l’Assessore Gabrielli – ha pagato un prezzo pesante in termini di salute come dimostrano studi effettuati dal Cnr di Pisa che evidenziano un aumento di alcune tipologie di neoplasia.”